Gennaio mese difficile

Malgrado sia il mio mese di nascita, e che quando ero bambina aspettavo con ansia per ricevere i regali – solitamente libri – oggi è un mese che mi è difficile vivere. Il freddo mi blocca, mi impigrisce, mi rende letargica nel vero senso della parola. Ogni sera mi propongo “domani farò questo o quello”, del tipo andare a cercare quell ‘oggetto, fare la spesa in quel supermercato, andare a vedere quel film al cinema. Ma ogni giorno mi faccio prendere dalla pigrizia e dal freddo e non esco di casa. Mi invento cose da fare qua, perdo tempo su Internet, nei giochi sull’iPad, dormicchio nel pomeriggio, leggo, guardo la tv e sferruzzo…tutto pur di non uscire di casa. Il troppo freddo e il troppo caldo sono i due estremi che mi bloccano. Vorrei vivere in un luogo dove sia sempre primavera, dove la temperatura esterna sia sempre costante o quasi, diciamo che nella prossima vita – se ci sarà – vorrei vivere ai Caraibi. Tanto per dirne una.

Questo mese poi vedrà l’orribile istallarsi di Trump e del suo seguito di personaggi pericolosi sullo scranno dell’uomo più potente (o quasi) della terra. Lui e altri come lui in questo momento mi fanno paura. Paura per la Democrazia. Paura per quella terza guerra mondiale di cui si sentono soffiare forti i venti da ormai parecchio tempo. Paura per quel futuro incerto che tutti abbiamo di fronte, in particolare le nuove generazioni che dovranno affrontare ciò che verrà. Io ormai ho quasi fatto la mia parte, al peggio mi ritirerò in quel piccolo villaggio fra le montagne, lassù dove sono stata la scorsa estate, e dove al di fuori di mucche e contadini altro non c’è.